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La giornata della memoria del 27 gennaio 2021, nella nostra scuola, sarà più mesta  delle altre. Non avremo più la testimonianza diretta del nostro caro rag. Giovanni Tucci, superstite di una delle pagine più tristi della storia del Novecento.
Se ne è andato all’età di 97 anni, quel signore riverente, gentile, quel galantuomo d'altri tempi!
Non ascolteremo più i suoi racconti di deportato all’interno del campo della cittadina polacca di Torun. 
Solo un anno fa era, come sempre, nella nostra Aula Magna gremita di studenti in religioso silenzio, concentrati ad ascoltare la sua storia raccontata con parole semplici, lucide di chi non ha dimenticato, di chi ha vissuto sulla sua pelle l’orrore del nazismo. Il signor Tucci arrivava sempre puntuale al nostro appuntamento annuale, con un passo un po’ incerto, ma fiero nel suo portamento, desideroso di parlare agli studenti, di trasmettere loro  quel messaggio forte e intenso sul valore della libertà.
“Noi eravamo impiegati nelle miniere di carbone” diceva. “Eravamo delle pecore portate al macello… Non eravamo degli uomini ma dei semplici numeri o meglio dei semplici “pezzi”… La fame e la disperazione ci trasformavano in bestie… La fame aveva un brutto odore…  La voglia di tornare a casa era sempre più forte, la voglia di libertà era tale da invidiare il volo degli uccelli”.
“La guerra non è mai giusta, anzi la vita è sacra e deve essere salvaguardata e tutelata a tutti i costi”: un messaggio di pace, pronunciato con enfasi che i nostri studenti, in questi anni, hanno sempre accolto stringendosi attorno a lui con dignitoso rispetto.
Grazie Ragioniere Tucci, non dimenticheremo.
Prof.ssa Concetta Gesualdo