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Il 27 gennaio e il 10 febbraio sono diventate date della memoria, del ricordo, un momento di riflessione per non dimenticare le pagine buie della nostra storia, per dare voce alle vittime dell'olocausto e delle foibe.

Si è conclusa la settimana dedicata alla Shoah che ha visto protagonisti gli alunni di tutte le classi dell'Istituto, dalle prime alle quinte, con una serie di attività, svolte in Aula Magna, tese al ricordo di chi quel dramma lo ha vissuto sulla sua pelle come la senatrice Liliana Segre, alla cui storia hanno dato voce, accompagnati dalle note della chitarra di Federico Felice, gli alunni Christian Molinaro, Erica Codianni, Davide Ianiro, Barbara Petrecca, Pio D'Andrea, Mario Concordia, Annalisa Macali, Antonello Belnudo, Martina Congiu, Federico Gianfagna, Lucia Di Brino, Luca Ferro, Lorenzo Listorti, Giada De Martinis.

Sulle note di Schindler's list, inoltre, Alessia Discenza, con i suoi passi di danza, interpretava il dramma e la sofferenza di quegli individui condannati a morte certa per il solo motivo di essere nati ebrei.

Quel dramma che si coglieva nelle parole del Rag. Tucci, mentre raccontava agli alunni delle classi terze, la sua storia di prigioniero nel campo di Torun, in Polonia, costretto a lavorare nelle miniere di carbone, ridotto allo stremo delle forze sia fisiche che psichiche, con l'ossessione e la puzza della fame.

Un racconto lucido, dettagliato, pacato, arricchito dalle note di Auschwitz di F. Guccini interpretata da Federico Fratangelo, con la sua tromba, accompagnato dalla chitarra di Lorenzo Gargiso.

Anche il dott. Michele Montagano, classe 1921, ultimo dei 44 eroi di Unterluss, si lasciava andare al racconto sulle incalzanti domande degli studenti delle classi quinte, svelando una pagina che non è riportata nei libri di storia, quella dei 214 militari italiani che, dopo l'armistizio dell'otto settembre 1943, una volta catturati dai tedeschi, non vollero aderire alla Repubblica Sociale Italiana. Orgoglioso del suo "nein " ai nazisti che lo condannarono, insieme ai suoi compagni, alle dure fatiche del campo di Unterluss in Germania.

Dalle loro voci un messaggio di pace e di perdono verso i loro aguzzini e un invito alle nuove generazioni a lottare per i loro ideali, a non mollare di fronte agli ostacoli, a trovare sempre la forza di andare avanti come il protagonista de "Il pianista" di R. Polanski, film al quale hanno assistito gli alunni delle classi quarte, che riesce a resistere, alle tante difficoltà incontrate sul suo cammino, sublimando il proprio dolore nella musica.

Riflettiamo sugli errori del passato, sul valore della memoria e oggi ricordiamo anche i martiri delle foibe, quelle cavità naturali della regione del Carso dove tutti gli italiani non comunisti, al crollo del regime fascista nel 1943, furono gettati per volontà del dittatore della Jugoslavia, Tito.

Gli italiani che vivevano in Dalmazia, Istria, Fiume furono costretti a fuggire in Italia. Chi non vi riuscì pagò con la vita. È doveroso ricordare. La scuola deve ricordare, non possiamo cancellare con il silenzio ciò che è stato.