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In occasione del venticinquesimo anniversario della strage di Capaci, in cui morì il magistrato Giovanni Falcone, tragedia seguita poco meno di due mesi dopo dall'attentato in cui perse la vita anche Paolo Borsellino, gli alunni delle classi terze dell'ITST "Marconi" hanno incontrato in aula magna la dottoressa Roberta D'Onofrio, giudice del Tribunale Penale di Campobasso, e l'avvocato penalista del foro di Campobasso Nicolino Cristofaro, per riflettere sul tema dei diritti e della legalità nell'ambito di un progetto promosso dal Comune capoluogo regionale.

L'incontro ha rappresentato un momento di forte interesse per la platea dei ragazzi, "rapiti" dalle parole dei due interlocutori. La dottoressa D'Onofrio si è soffermata sulla Costituzione, parlando, fra le altre cose, dei diritti fondamentali dell'uomo e del concetto di libertà non intesa come illimitata, ma da considerare nei limiti imposti dalle leggi, che si traducono nelle sanzioni previste per chi commette reati dimostrati attraverso un processo in cui ogni uomo ha il diritto di difendersi.

La legalità - ha sostenuto ancora la dottoressa D'Onofrio - è una scelta che comporta impegno e spirito di sacrificio e, citando Nelson Mandela, l'istruzione, intesa come il processo attraverso il quale si impara a compiere scelte responsabili, è l'arma più potente per cambiare i mondo.

L'avvocato Cristofaro ha parlato della legalità dal punto di vista del pensiero comune negativo secondo cui corruzione, raccomandazioni, clientelismo sono indispensabili per costruirsi un futuro. Al contrario, Cristofaro, con esempi concreti, ha messo in luce come, proprio nel momento di crisi attuale, emerge colui che è competente nel suo campo, soffermandosi poi sul processo penale visto dalla parte del difensore e citando anche in questo caso esempi concreti, soprattutto in casi di diffamazione sui social network.